Qualcosa è andato storto
Qualcosa è andato storto
La riflessione proposta da Riccardo Luna con Qualcosa è andato storto si colloca in un punto decisivo della discussione contemporanea sul digitale: il passaggio dalla stagione dei social network alla fase emergente dell’intelligenza artificiale generativa. Nel volume, Luna ricostruisce con un approccio insieme giornalistico e memoriale la lunga traiettoria della rivoluzione digitale, individuando i momenti di frattura che hanno trasformato l’utopia originaria del web aperto in un ecosistema dominato da piattaforme centralizzate, algoritmi opachi e un’economia dell’attenzione diventata vero motore della disinformazione. Il libro non si limita a narrare un declino, ma interpella la responsabilità collettiva che ha consentito questa deriva, interrogando implicitamente il futuro che ci attende se gli errori della stagione social verranno replicati nell’era dell’IA.
L'impianto narrativo muove da una constatazione che negli ultimi anni si è fatta sempre più evidente agli osservatori del mondo digitale: la metamorfosi dei desideri e dei modelli culturali. Il passaggio dalla fascinazione per lo spazio e la ricerca scientifica alla centralità dell’influencer, della visibilità come fine e misura del valore, rappresenta per Luna non un dettaglio sociologico, ma un indizio di un mutamento antropologico più profondo. La rete, nata come strumento di cooperazione, conoscenza condivisa e emancipazione, ha progressivamente assunto la forma di un ambiente in cui il successo è definito dalla capacità di catturare l’attenzione attraverso contenuti polarizzanti, emotivamente estremi, spesso fuorvianti. In questo processo, la tecnologia non è descritta come un attore autonomo, ma come il riflesso di una serie di scelte collettive e istituzionali che hanno privilegiato il mercato rispetto alla cittadinanza digitale. Il risultato è una genealogia critica che attraversa gli entusiasmi della prima internet, l’espansione dei social network, la crisi della sfera pubblica, i meccanismi di amplificazione dell’odio e delle fake news, fino ad arrivare alla stagione attuale in cui TikTok, la viralità istantanea e i sistemi di IA stanno ridefinendo non solo l’informazione, ma anche la percezione del mondo. Luna mostra come l’infrastruttura tecnica, lungi dall'essere un dispositivo neutrale, sia intrisa di logiche economiche che incentivano contenuti disfunzionali: ciò che “funziona” non è ciò che informa o educa, ma ciò che trattiene l’utente, generando dati, profilazione e dunque profitto. La rete diventa così un luogo in cui la promessa di democratizzazione si rovescia nel suo contrario, producendo nuove forme di dipendenza e vulnerabilità cognitiva.
A rendere il libro particolarmente rilevante per i lettori di AIgnosi è però il suo valore di ponte interpretativo. Luna non affronta direttamente i modelli generativi, ma prepara il terreno per comprendere ciò che oggi rischia di ripetersi su scala amplificata: la delega totale ad attori privati del potere di organizzare la conoscenza, filtrare l’informazione, mediare le opinioni. Le piattaforme di IA, alimentate da dati raccolti negli anni della disattenzione collettiva, rischiano di ingigantire le strutture che hanno distorto la rete: opacità degli algoritmi, concentrazione del potere computazionale, progressiva erosione dell’autonomia cognitiva. Qualcosa è andato storto diventa così un monito a non ripercorrere gli stessi sentieri senza interrogarsi sui presupposti culturali, economici e istituzionali che li hanno resi possibili. Una forza ulteriore del volume risiede nella sua capacità di restituire, con stile limpido e persuasivo, la dimensione educativa del problema. Le recensioni più significative hanno evidenziato la centralità del mondo della scuola e degli adolescenti nel ragionamento di Luna: il nodo non riguarda soltanto la regolazione della tecnologia, ma la costruzione degli strumenti culturali necessari per abitarla senza soccombere. La rete, nella sua visione, non è da demonizzare, né da idealizzare: è uno spazio che può essere rigenerato attraverso processi di alfabetizzazione, responsabilità condivisa e nuove forme di governance democratica. Il libro mantiene una tensione equilibrata tra disincanto e fiducia. Pur elencando con nitidezza gli errori, Luna non cede al catastrofismo: ricorda che il web ha prodotto straordinari processi di innovazione, partecipazione, conoscenza, e che il progetto originario non è definitivamente perduto. Piuttosto, è necessario riconoscere ciò che non ha funzionato – algoritmi senza supervisione pubblica, polarizzazione incentivata dai modelli di business, assenza di regole adeguate – per immaginare un nuovo patto tra tecnologie e società. L’IA, su cui il libro si affaccia senza ancora affrontarla frontalmente, rappresenta la prova decisiva: la possibilità di ripetere gli errori passati o di inaugurare una stagione in cui l’innovazione è accompagnata da etica, trasparenza e responsabilità.
La recensione di Qualcosa è andato storto non può che riconoscere il valore del libro come contributo essenziale alla comprensione dell’ecosistema digitale contemporaneo. Pur non essendo un saggio tecnico, offre una bussola interpretativa potente e necessaria per chi si occupa di cultura digitale, governance delle piattaforme, etica dell’informazione e impatto dell’IA. La sua prospettiva, radicata nella storia e nella pratica giornalistica, apre un varco di consapevolezza che consente di affrontare il presente senza ingenuità e senza rassegnazione. Il volume, nella sua forma accessibile e densa di esperienza, costituisce un testo di riferimento per comprendere non solo ciò che è “andato storto”, ma soprattutto ciò che è ancora possibile correggere.
Titolo: Qualcosa è andato storto
Autore: Riccardo Luna
Editore:Solferino
Anno di pubblicazione: 2025
Collana: Saggi
Pagine: 208
ISBN: 9788828218333
Formato Brossura con alette
Prezzo di copertina 17,00
Formato disponibile: Cartaceo e digitale (ePub)
Il libro propone una ricostruzione critica della traiettoria del web dagli anni della sua promessa emancipativa alla fase contemporanea dominata dalle piattaforme e dall’economia dell’attenzione. Con taglio narrativo e analitico, Luna mette in evidenza le fratture che hanno trasformato la rete in un ecosistema polarizzato, attraversato da algoritmi che privilegiano la viralità, la disinformazione e l’amplificazione emotiva. Il testo assume il valore di un avvertimento per l’era dell’intelligenza artificiale generativa, suggerendo che, se non verranno affrontate le distorsioni che hanno segnato la stagione dei social, esse rischiano di riprodursi in forme ancora più pervasive.
Punti di forza per la lettura critica
Il volume si distingue per la capacità di articolare memoria personale, storia delle tecnologie e riflessione pubblica in un unico percorso narrativo. L’approccio non si limita all’esposizione dei limiti dell’ecosistema digitale, ma propone un orientamento civile e pedagogico, sostenuto dall’idea che la rete possa essere ripensata come spazio democratico, aperto e responsabile. La sua utilità, per i lettori di AIgnosi, risiede nella funzione di “genealogia del presente digitale”: un testo che permette di comprendere l’origine delle criticità oggi amplificate dalla diffusione dell’IA.